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Il Ministro degli Esteri Araqchi dell’Iran si è incontrato in Kirghizistan per partecipare al vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shangai insieme ai suoi omologhi russo e cinese.

Il fatto che regimi come quello iraniano, russo e cinese riescano a mantenere un’alleanza solida è uno dei fenomeni geopolitici più rilevanti di oggi.
Per capire cosa li tiene uniti non occorre guardare a valori condivisi, ma a tre fattori strategici ben precisi:
1. Il nemico comune: La dottrina del “Blocco Anti-Egemone”
Ciò che salda l’asse Teheran-Mosca-Pechino è la condivisione del nemico comune: l’Occidente guida USA/Europa/NATO.
Per l’Iran, l’alleanza con grandi potenze serve a spezzare l’isolamento diplomatico ed economico causato dalle sanzioni.
Per la Russia, rappresenta la certezza di non essere isolata globalmente dopo l’invasione dell’Ucraina.
Per la Cina, questo blocco garantisce risorse energetiche a basso costo e alleati chiave per ridisegnare l’ordine multilaterale a trazione occidentale.
2. Pragmatismo spinto e assenza di condizionalità morale.
A differenza delle alleanze occidentali, che spesso richiedono agli alleati uno standard minimo in materia di diritti umani, democrazia o stato di diritto, la cooperazione tra regimi autoritari si basa sul principio della non ingerenza reciproca e null’altro.
Nessuno dei tre critica l’operato interno degli altri (dalle repressioni delle proteste in Iran al dissenso soffocato in Russia o alle politiche interne cinesi, tutti e tre portano alla morte i loro oppositori).
Questo crea un “ambiente protetto” in cui le élite di governo si garantiscono supporto politico (come i veti incrociati al Consiglio di Sicurezza dell’ONU) senza rischiare interferenze strutturali.
3. Integrazione economica e tecnologica di sopravvivenza.
Negli ultimi anni questo blocco ha sviluppato una vera e propria rete di auto-sostentamento:
Circuito energetico ed economico: l’Iran e la Russia forniscono risorse primarie e tecnologie militari (come i droni), mentre la Cina funge da polmone economico e finanziario, acquistando energia e fornendo beni tecnologici e industriali che eludono le sanzioni internazionali.
Format internazionali multilaterali: Organizzazioni come l’SCO (Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai) e i BRICS offrono a questi paesi una piattaforma istituzionale per creare mercati alternativi, sistemi finanziari paralleli al circuito SWIFT e rotte commerciali protette.
Più che una coalizione di valori, si tratta di un’alleanza funzionale di sopravvivenza. Finché l’obiettivo primario di ciascun regime rimarrà la tutela del proprio potere interno e il contrasto al nemico comune, la spinta alla coesione prevarrà su qualsiasi attrito o differenza di sistema.