Salih Muslim: “Chi ha eletto Ahmed al‑Sharaa presidente della Siria? Nessuno, tranne i gruppi jihadisti”
Salih Muslim: chi ha eletto (Ahmed al‑Sharaa) presidente della Siria? Nessuno, tranne i gruppi jihadisti. Questo cosiddetto governo ad interim è composto solo da jihadisti sunniti. Nessun curdo, nessun yazida, nessun’altra comunità siriana. Non lo accettiamo. Non gli obeiremo. Salih Muslim è un politico curdo siriano che ha ricoperto ruoli importanti nella politica della regione. È stato una figura prominente nel Consiglio Democratico Siriano e ha avuto un ruolo significativo nella lotta per i diritti dei curdi in Siria.
Il rifiuto del governo ad interim
Salih Muslim, politico curdo di rilievo e portavoce del PYD, ha espresso un netto disappunto riguardo al nuovo esecutivo presieduto da Ahmed al‑Sharaa, scelto unilateralmente da fazioni jihadiste come Hayat Tahrir al‑Sham. Muslim sostiene che tale governo non rappresenta i curdi, gli yazidi o altre comunità mediorientali: “Non lo accettiamo. Non gli obbediremo” :contentReference[oaicite:1]{index=1}.
Chi è Salih Muslim?
Salih Muslim è una figura storica del movimento curdo siriano. Membro di lungo corso del PYD sin dal 2003, è stato co-presidente del Partito dell’Unione Democratica. È stato tra i promotori del sistema amministrativo autonomo della regione di nord-est Siria (AANES), sostenendo federalismo e diritti politici per i curdi e altre comunità :contentReference[oaicite:2]{index=2}.
La critica alla composizione etnica del governo
Muslim ha denunciato che il nuovo governo ad interim include solo figure sunnite vicine ad al‑Sharaa/HTS e manca totalmente di rappresentanti curdi, yazidi, alawiti, cristiani o drusi. Ritiene questa composizione una grave esclusione politica: “persone che conformano al salafismo e all’Islamismo estremo” dominano la leadership :contentReference[oaicite:3]{index=3}.
La questione del dialogo nazionale
Il governo transitorio ha imposto la condizione di smobilitazione per partecipare al dialogo nazionale, escludendo così le Forze Democratiche Siriane (SDF) guidate dai curdi, a meno che non depongano le armi :contentReference[oaicite:4]{index=4}. Muslim enuncia questo come ulteriore prova dell’esclusione sistematica dei curdi dal processo politico :contentReference[oaicite:5]{index=5}.
Un modello alternativo: federalismo inclusivo
Secondo Salih Muslim, la soluzione per una nuova Siria deve passare per un sistema federale che garantisca rappresentanza a tutte le etnie e confessioni. Non si tratta solo di un’aspirazione curda, ma di una richiesta popolare espressa anche da drusi, cristiani e altre comunità :contentReference[oaicite:6]{index=6}.
Le implicazioni per la stabilità siriana
Senza legittimità pluralistica, il governo al‑Sharaa resta debole agli occhi delle minoranze. La sua origine jihadista – come sottolineano gli ex-testimoni yazidi — alimenta sospetti su continuità ideologiche con ISIS e al-Qaida :contentReference[oaicite:7]{index=7}. Michelle diplomatici e analisti avvertono che la mancata inclusività rischia di condurre a una nuova instabilità :contentReference[oaicite:8]{index=8}.
Conclusione
Salih Muslim rappresenta una voce chiara e determinata contro l’egemonia dei jihadisti nella Siria post-Assad. Le sue critiche evidenziano come l’attuale leadership sia percepita come monocolore, non rappresentativa e autoritaria. Fintanto che non si affermerà un modello inclusivo e pluralista, la transizione siriana rischia di restare incompleta e instabile.
Fonti principali: Medya News, Bianet, Reuters, Syriac Press, The Guardian, AP News.