Gianluca Savoini, figura storica della comunicazione leghista e già presidente dell’associazione Lombardia-Russia, è tornato sotto i riflettori in occasione dell’ultimo raduno di Pontida, dove ha seguito con attenzione l’intervento del generale Roberto Vannacci, oggi vicino agli ambienti sovranisti.
Savoini era stato coinvolto nell’inchiesta giornalistica nota come “Metropol”, che ipotizzava rapporti economici tra esponenti della Lega e ambienti vicini al Cremlino. L’indagine, poi archiviata, aveva sollevato interrogativi sulla proiezione internazionale del partito e sulle sue affinità ideologiche con il regime di Vladimir Putin.
La sua presenza a Pontida, accanto a Vannacci – noto per posizioni identitarie e per un linguaggio spesso in sintonia con retoriche autoritarie – sembra confermare una linea di continuità nella Lega tra la stagione del sovranismo filo-russo e le nuove spinte nazional-populiste.
In un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche e guerre ibride, il legame tra alcune correnti politiche italiane e il modello russo resta oggetto di attenzione da parte di analisti e osservatori.